Cos’è il VPD e come impostarlo indoor per coltivare Marijuana
Benvenuti in questo nuovo capitolo “professionisti dell’indoor” del blog di Annibale Seedshop riguardante il VPD nella coltivazione di Cannabis indoor!
Oggi parliamo di una di quelle sigle che all’inizio possono sembrare roba da ingegnere della NASA… ma poi scopri che è la differenza tra cime sane e compatte e una grow room che sembra una sauna con la muffa in agguato: il famoso parametro VPD.
Se ti è capitato di avere:
- piante che, quando irrigate, bevono troppo o troppo poco,
- foglie che bruciano sotto lampade LED,
- crescita lenta anche con nutrizione perfetta,
- fiori che in fase finale di fioritura diventano calamita per botrite…
molto spesso non è colpa del fertilizzante, ne di per se del coltivatore, ma del clima indoor. E il modo più pratico e moderno per leggere il clima indoor è proprio lui: il VPD.

VPD spiegato semplice per tutti
VPD è l’acronimo inglese di Vapor Pressure Deficit, ovvero – tradotto semplice – quanto l’aria “ha voglia di sottrarre acqua” dalle foglie.
- Se il VPD è troppo basso (aria troppo umida e troppo fredda) → la pianta traspira meno, beve poca acqua, assorbe poca luce… sostanzialmente resta “pigra e depressa”:
- se invece il VPD fosse troppo alto (aria troppo secca e troppo calda) → la pianta traspira troppo, beve troppo in fretta, va in stress idrico e può chiudere gli stomi (ciao ciao CO₂, ciao ciao crescita esplosiva!).
Il VPD è quindi il termostato reale della traspirazione delle piante di Marijuana, e in biologia la traspirazione è il motore stesso della pianta, che le permette di:
- assorbire correttamente i nutrienti,
- promuovere lo scambio gassoso,
- aumentare il vigore vegetativo,
- gestisce l’umidità ambientale nella fase di fioritura della cannabis.
Quindi, sostanzialmente, se il VPD di coltivazione della Cannabis è corretto, tutto il resto dei parametri diventa più facile da gestire.
Temperatura sulla foglia di Cannabis: la cosa che quasi tutti i coltivatori sbagliano
Qui entra la parte più professionale del tema, dedicata ai coltivatori d’erba più esigenti, ma vogliamo spiegarla in modo facile.
Seguiteci con attenzione: con i LED, molto spesso la temperatura della foglia è più bassa della temperatura dell’aria (perché i LED irradiano meno infrarosso rispetto alle lampade vecchie).
Questo si traduce in:
- leggere 28°C sul termoigrometro della grow room,
- ma, in realtà, la temperatura fogliare delle piante segna 24°C,
- e qui scopri che il VPD reale è diverso da quello che pensavi.
Morale del discorso: se vuoi applicare correttamente la nozione del VPD all’interno della tua coltivazione indoor di cannabis, misura la temperatura fogliare (anche con un termometro ad infrarossi da cucina economico) e prendi quel dato come parametro reale (o almeno un offset tipico di 1–2°C).
Tabella VPD consigliata per fase specifica
Questi range sono quelli che tornano in modo molto consistente nelle guide tecniche moderne e nei riferimenti usati da grower “seri” (anche quando discutono su forum come iCMAG, la sostanza è questa).
Fase | VPD target (kPa) | “Sensazione” giusta in stanza | Obiettivo |
|---|---|---|---|
| Cloni & Semi | 0,6 – 0,9 | umidità alta, pianta “protetta” | radicazione e attecchimento |
| Fase vegetativa | 0,8 – 1,0 | ambiente vivo ma non secco | crescita rapida, foglie aperte |
| Prima fase di fioritura | 0,9 – 1,1 | leggero calo umidità | controllo internodi + vigore |
| Fioritura piena | 1,1 – 1,3 | aria più asciutta e stabile | densità fiori + meno muffe |
| Ultima fase di fioritura | 1,1 – 1,4 | asciutto, “croccante” ma non desertico | anti-botrite + maturazione |
Non serve impazzire per inchiodarsi a un numero preciso: piuttosto pensa a restare nel range ideale, con stabilità. Nella coltivazione della Cannabis Indoor, la stabilità batte la perfezione 3 a 0!
5 Consigli su come impostare correttamente il VPD Indoor
Scegliere la temperatura ideale e rendila uno standard
Per la maggior parte degli indoor moderni con LED, stare in un range intorno 24–27°C in fase vegetativa e 21–24°C in fase di fioritura è un’indicazione solida per coltivare sereni.
Regolare l’umidità per entrare nel range ideale del VPD
Non fare l’errore dei principianti di misurare l’umidità “a naso”. Qui la regola logica da rispettare è semplice:
- più alzi la temperatura, più devi alzare anche l’umidità per non sparare il VPD alle stelle;
- più scendi di percentuale di umidità relativa in fioritura, più stai proteggendo i fiori dalle muffe come botrytis.
Attenzione al passaggio tra fase vegetativa e fase di fioritura della Cannabis
Noi del team di Annibale Seedshop & Genetics lo vediamo in continuazione. Coltivatori d’erba indoor che, nell’arco di una giornata:
- passano dalla fase vegetativa umida e bagnata, stile “giungla”
- ad una prima fase di fioritura secca, stile “deserto”
Il risultato è che le foglie si arricciano, gli stomi delle foglie si chiudono, avviene uno stretching non uniforme e costante nel tempo, con piante stressate che tenderanno a proteggersi.
Meglio quindi optare per una transizione più delicata: in 4–7 giorni, abbassi gradualmente umidità ambientale e alzi il VPD verso i valori corretti da fase di fioritura.
Controlla il microclima indoor (spoiler: non basta il termoigrometro appeso al muro)
Settimana per settimana in fioritura, la botrite non nasce “in stanza”: nasce nel substrato e dentro il fiore, dove l’aria ristagna d’acqua;
è consigliabile quindi:
- termoigrometro inserito all’interno della coltivazione (uno appeso e all’altezza delle cime più alte, l’altro sul substrato della pianta centrale),
- ventilazione ed estrazione corretta,
- usare ventilatori girevoli che non lascino tasche d’aria umida e stantia.
Questo è il motivo per cui nei thread tecnici su THCFarmer il tema VPD è quasi sempre accompagnato da “airflow” e “muffe”: sono due facce della stessa identica medaglia.
Quando non quadra più nulla: guarda prima VPD e dopo il resto
Se la pianta di Cannabis:
- mangia poco,
- beve poco,
- cresce lenta,
- fa punte bruciate nonostante EC “normale”…
prima di cambiare fertilizzanti ogni 48 ore (classico sport del coltivatore novizio), controlla attentamente se la coltivazione rientra nei corretti parametri qui elencati del VPD.

Esempi VPD indoor
- Fase vegetativa: 26°C e 60% RH → spesso sei in zona ok (VPD attorno a ~1 kPa, a seconda della leaf temp).
- Fase di fioritura: 26°C e 40–45% RH → range molto buono per fase finale di fioritura (infatti è minore il rischio di incorrere in muffe).
- 26°C e 35% RH → spesso VPD troppo alto: piante che succhiano acqua e si stressano rapidamente e visibilmente (un classico è la punta bruciata delle foglie).
3 Errori comuni sul VPD (quelli che vediamo più spesso)
- Umidità ambientale troppo alta in fase di fioritura avanzata: Sì, la pianta sembrerà anche felice finché non apri una cima molto più morbida e trovi il disastro.
- VPD sbagliato con temperature altissime perché così “asciugo l’umidità”: Si, forse si asciuga l’umidità… ma si stressa la pianta di Marijuana e si rovinano terpeni e cannabinoidi.
- Ignorare la temperatura fogliare sotto LED: È il motivo principale per cui due coltivatori che partono con stessi numeri ottengono spesso risultati molto diversi.
In conclusione…
Se vuoi fare coltivazione indoor professionale oggi nel 2026, il VPD è uno dei concetti più importanti da padroneggiare perché ti mette in mano una cosa enorme: controllo dell’ambiente.
E quando controlli il clima in una coltivazione di Cannabis indoor:
- la pianta beve di più,
- si nutre meglio,
- cresce più veloce e vigorosa,
- e in fioritura non vivi col terrore quotidiano di incappare nella muffa.
E questo articolo sul VPD della Cannabis Indoor termina qui, sperando di esservi stati di aiuto nella vostra organizzazione di coltivazione, ci vediamo al prossimo articolo!
Un saluto dal Team di Annibale Seedshop!
Davide V, CEO, Founder & Geneticist





