Lactic Acid Bacteria (LAB): Il Potere dei Probiotici nell’Agricoltura Bio e nella Coltivazione di Marijuana
Se il Living Soil rappresenta l’infrastruttura di una coltivazione organica di successo, i Lactic Acid Bacteria (LAB) sono i lavoratori specializzati che ne ottimizzano ogni singolo ingranaggio. Derivati dalle antiche pratiche dell’agricoltura naturale coreana (KNF – Korean Natural Farming), i batteri lattici sono diventati un vero e proprio “cheat code” nei diari di coltivazione dei grower più esperti a livello mondiale per la loro capacità di stravolgere la salute delle piante a costo quasi zero.
Dopo aver parlato di Living Soil e Compost Tea nella coltivazione di Marijuana Biologica, affrontiamo oggi il tema LAB!

Cosa sono esattamente i LAB?
I LAB sono un gruppo di microrganismi benefici benefici ed eterogenei, dominati principalmente dal genere Lactobacillus (tra cui L. acidophilus, L. plantarum, e L. casei). Sono batteri anaerobi facoltativi: significa che prosperano in assenza di ossigeno, ma riescono a sopravvivere e a lavorare attivamente anche in ambienti aerobici come la superficie delle foglie o lo strato superficiale del terreno.
La loro caratteristica principale è la capacità di fermentare i carboidrati (zuccheri), trasformandoli in acido lattico. Questo sottoprodotto abbassa drasticamente il pH dell’ambiente circostante, creando una barriera chimica invalicabile per la stragrande maggioranza dei patogeni dannosi.
I vantaggi dei LAB nella Coltivazione di Cannabis
L’applicazione sistematica dei LAB offre benefici polivalenti che impattano direttamente sulla resa e sulla qualità finale delle infiorescenze:
- Solubilizzazione e Chelazione del Fosforo: Il fosforo è un elemento notoriamente pigro nel terreno, spesso bloccato in complessi insolubili. I LAB secernono acidi organici in grado di spezzare questi legami, rendendo il fosforo immediatamente biodisponibile per la pianta, specialmente durante il boom della fioritura.
- Prevenzione Sistemica dei Patogeni (Esclusione Competitiva): Quando spruzzati sulle foglie o applicati alle radici, i LAB occupano fisicamente ogni millimetro di spazio disponibile. Se una spora di Oidio (Mal Bianco) o di Botrite (Muffa Grigia) atterra sulla foglia, non troverà né lo spazio fisico per insediarsi né i nutrienti per nutrirsi. Inoltre, l’ambiente acido generato dal siero inattiva le spore fungine.
- Induzione della Resistenza Sistemica Acquisita (SAR): La presenza controllata di questi batteri stimola i recettori cellulari della pianta, simulando un micro-attacco. La cannabis reagisce attivando le sue difese immunitarie (SAR), il che si traduce in una struttura cellulare più rigida e, soprattutto, in un aumento massiccio della produzione di tricomi, resina e terpeni come scudo protettivo naturale.
- Decomposizione Fulminea della Materia Organica: Se pratichi il No-Till o usi la pacciamatura, i LAB accelerano la scomposizione delle vecchie radici e degli emendamenti superficiali (Top-Dressing), trasformandoli in humus digeribile in tempi record ed evitando fenomeni di marciume o asfissia radicale.
Come Interagiscono con la Pianta?
L’interazione avviene su due fronti principali: la Fillosfera (la superficie aerea) e la Rizosfera (l’apparato radicale).
Nella rizosfera, i LAB lavorano in stretta simbiosi con i funghi micorrizici e le radici stesse. Consumano gli zuccheri complessi rilasciati dagli essudati radicali e ricambiano il favore producendo enzimi, vitamine (soprattutto del gruppo B) e ormoni della crescita (auxine). Inoltre, ripuliscono l’area circostante dalle cellule radicali morte, che altrimenti diventerebbero il terreno di caccia ideale per il temibile Pythium (marciume radicale).
3 Modi per Produrre i LAB (Dai Classici agli Insider dei Forum)
Metodo 1: Il Protocollo Tradizionale KNF (Siero di Riso e Latte)
Questo è il metodo originale, considerato il gold standard su forum come ICMag per purezza e stabilità a lungo termine.
- La Cattura (Wash): Lava 100g di riso biologico in 500ml di acqua declorata. Filtra l’acqua (che risulterà bianca e amidosa) e versala in un barattolo di vetro, riempiendolo solo fino a metà. Copri l’apertura con un panno traspirante bloccato da un elastico. Lascialo al buio a 20-25°C per 3-5 giorni. Sarà pronto quando noterai una leggera separazione del liquido e un odore delicatamente aspro/mielato.
- La Moltiplicazione (The Milk Bath): Filtra il liquido eliminando eventuali residui. Prendi 1 parte di questa acqua di riso fermentata e aggiungila a 10 parti di latte intero fresco (meglio se crudo o non pastorizzato ad alte temperature). I LAB adoreranno il lattosio. Consiglio: Se si vuole velocizzare il processo, utilizzate 1 parte di latte (30% circa) e 2 parti di amido di riso (70%), per ottenere la separazione in sole 48 ore!
- La Separazione: Lascia riposare per 3-7 giorni a temperatura ambiente. Il composto si dividerà nettamente: in superficie si formerà una massa solida gelatinosa (la cagliata, ottima per il compost o per nutrire i lombrichi), mentre al centro avrai un liquido limpido, di colore giallo paglierino. Questo liquido è il siero LAB puro. Prelevalo con cura usando una siringa o un sifone.
Metodo 2: L’Hack Rapido dello Yogurt Bianco e Sale
Una scorciatoia nata nelle community di coltivazione urbana su Reddit per chi non vuole aspettare i tempi di cattura selvaggia, sfruttando ceppi industriali già isolati e stabilizzati.
- Acquista un vasetto di yogurt bianco naturale intero biologico (senza zuccheri o aromi) o, ancora meglio, del Kefir di latte, noto per avere uno spettro di ceppi di Lactobacillus molto più ampio.
- Stempera 2 cucchiai colmi di yogurt in 1 litro di acqua tiepida (circa 30°C), rigorosamente declorata. Mescola fino a completa dissoluzione.
- Aggiungi un pizzico microscopico di sale marino integrale non iodato (circa 0,5 grammi). Nei forum tecnici si evidenzia come il cloruro di sodio, a dosi infinitesimali, agisca da agente selettivo: blocca sul nascere i batteri della putrefazione ma non disturba i lattobacilli, che sono halotolleranti.
- Lascia riposare il blend in un contenitore semi-chiuso per 36-48 ore. Filtra accuratamente il siero ottenuto con una calza di nylon a maglia finissima per rimuovere i grumi di grasso che potrebbero intasare gli stomi delle foglie o gli spruzzatori.
Metodo 3: Il Segreto “Veganic” dei Forum: Il Rejuvelac (Fermentazione di Cereali Germogliati)
Tratto dai thread più avanzati sulla coltivazione Veganic (organica al 100% senza l’uso di derivati animali o caseari), questo metodo permette di estrarre LAB selvaggi incredibilmente aggressivi e puliti direttamente dalla germinazione dei cereali.
- Prendi 100g di chicchi integri di quinoa, orzo o grano saraceno biologici.
- Sciacquali e mettili a bagno in acqua per 24 ore. Successivamente, scolali e lasciali in un barattolo umido al buio finché non vedi spuntare le prime microscopiche radici di germinazione (solitamente 24-48 ore).
- Inserisci i cereali germogliati in un grande barattolo di vetro e aggiungi 1 litro di acqua filtrata e declorata. Copri con il solito panno traspirante.
- Lascia fermentare a temperatura ambiente per 2 o 3 giorni. Il liquido diventerà opaco, leggermente frizzante e svilupperà un odore marcatamente agrodolce che ricorda la limonata o la birra bianca. Questo siero vegetale è straripante di LAB nativi altamente resilienti, enzimi digestivi (amilasi ed idrolasi) e vitamine libere. Filtra il liquido e usalo esattamente come il siero KNF.
Come Conservarli Correttamente per non farli morire
Il siero LAB puro è biologicamente instabile: se lasciato a temperatura ambiente, i batteri finiranno le scorte di cibo residue e inizieranno a cannibalizzarsi, morendo in pochi giorni.
- L’Ibernazione Osmotica (Metodo della Melassa): Per conservare il siero a lungo senza refrigerazione, pesa il liquido estratto e aggiungi un’uguale quantità in peso di melassa nera organica o zucchero di canna grezzo (Rapporto 1:1). Mescola finché non si scioglie completamente. L’altissima densità di zucchero crea una pressione osmotica che “addormenta” i batteri, bloccandone il metabolismo.
- Stoccaggio: Conserva la miscela in bottiglie di vetro scuro. Non riempirle fino all’orlo e lascia il tappo leggermente allentato per le prime due settimane, poiché potrebbero verificarsi minimi rilasci di gas. Conservato al buio e al fresco, questo siero stabilizzato mantiene la sua efficacia per 6-12 mesi.
Come Impiegarli e Dosaggi Corretti
I LAB fatti in casa sono colture concentrate. Un dosaggio errato può sbilanciare l’acidità del sub-strato.
Trattamento Fogliare (Prevenzione Muffe e Boost Terpeni):
- Dosaggio: 1-2 ml di siero LAB stabilizzato per ogni litro d’acqua.
- Applicazione: Nebulizza finemente su tutta la pianta (sopra e sotto le foglie) esclusivamente a luci spente (coltivazione in indoor) o al tramonto (coltivazione in outdoor). L’esposizione diretta ai raggi UV o al calore delle lampade ucciderebbe i batteri all’istante. Applica ogni 7-10 giorni in fase vegetativa. Interrompi tassativamente entro la 3ª o 4ª settimana di fioritura per evitare accumuli di umidità e residui zuccherini all’interno dei fiori compatti.
Irrigazione e Cura del Terreno (Rizosfera e Pacciamatura):
- Dosaggio: 2-5 ml per litro d’acqua.
- Applicazione: Irriga il terreno dopo ogni trapianto per ridurre lo stress radicale o una volta al mese per mantenere la dominanza microbiologica. Se usi la pacciamatura, spruzza i LAB direttamente sulla paglia per accelerarne la decomposizione.
10 FAQ sugli Acidi Bacilli Lattici (LAB) nella Coltivazione
Il siero LAB che ho preparato ha una pellicola bianca in superficie, devo buttarlo?
No. Se la pellicola è bianca, opaca e ricorda la consistenza di una ragnatela o della muffa del formaggio, si tratta di lieviti benefici (spesso del genere Saccharomyces) o di ceppi di LAB aerobi. È assolutamente normale. Se la muffa è nera, verde, azzurra o pelosa, getta tutto: la coltura è contaminata.
Che odore deve avere un siero LAB venuto bene?
Deve avere un odore spiccatamente agrodolce, pulito, che ricorda lo yogurt fresco, il siero di latte, i crauti fermentati o, nel caso del metodo 3, una birra artigianale acida. Se puzza di fognatura, di carne in decomposizione o di uova marce, significa che i batteri putrefattivi hanno preso il sopravvento. Buttalo via lontano dalla grow room.
Posso usare i LAB insieme al perossido di idrogeno (acqua ossigenata)?
Assolutamente no. L’acqua ossigenata è un potente sterilizzante ossidativo indifferenziato: uccide i batteri nocivi ma stermina all’istante anche tutti i LAB che hai applicato. Se devi usare l’acqua ossigenata per sanificare un sistema, aspetta almeno 48-72 ore prima di inoculare nuovamente i LAB.
I LAB competono con le Micorrize nel Living Soil?
No, lavorano in perfetta sinergia. Le micorrize si concentrano sulla struttura fisica profonda della radice creando filamenti (ife), mentre i LAB agiscono nella parte liquida e chimica della rizosfera, digerendo la materia organica che le micorrize non riescono a spezzare direttamente.
Posso applicare i LAB ad ogni singola irrigazione?
È sconsigliato. Essendo produttori di acido lattico, un uso continuo e massiccio a ogni irrigazione potrebbe, alla lunga, superare il potere tampone del terreno, abbassando troppo il pH della rizosfera. Un’applicazione ogni 2 o 3 settimane è più che sufficiente per mantenere la popolazione batterica attiva.
C’è differenza tra i LAB autoprodotti e i probiotici industriali acquistati in farmacia?
I prodotti commerciali contengono solitamente un singolo ceppo isolato e stabilizzato in laboratorio (coltura monocomponente). I LAB autoprodotti con il metodo KNF o con il Rejuvelac sono “selvaggi”: contengono un consorzio di ceppi locali diversi che cooperano tra loro, dimostrando spesso una resilienza e un adattamento climatico nettamente superiore indoor e outdoor.
Posso miscelare i LAB nella stessa tanica insieme ai fertilizzanti organici liquidi?
Sì, ma la miscela va utilizzata entro poche ore. I LAB inizieranno immediatamente a fermentare gli zuccheri e gli aminoacidi presenti nei fertilizzanti organici liquidi (come il borland di barbabietola o il carniccio). Se lasci la tanica ferma per giorni, la fermentazione produrrà gas e potrebbe alterare il profilo dei nutrienti.
L’uso dei LAB attira formiche o moscerini a causa della melassa di conservazione?
Alle diluizioni raccomandate (1-2 ml/L), la quantità di zucchero residua è così infinitesimale da non costituire un’esca per gli insetti. Tuttavia, se temi questo problema, usa il siero puro non stabilizzato tenuto in frigorifero (da consumare entro 2 settimane).
Posso usare i LAB per pulire e igienizzare le pareti della mia Grow Room?
Sì! È un uso eccezionale e molto discusso su ICMag. Spruzzare una miscela leggermente più concentrata (10 ml/L) sulle pareti e sui pavimenti della grow room tra un ciclo e l’altro permette di colonizzare l’ambiente con batteri utili, impedendo l’insediamento di spore di muffe latenti negli angoli umidi.
Ho l’acqua di osmosi inversa (RO), è buona per preparare i LAB?
L’acqua d’osmosi è eccellente perché è priva di cloro, ma è totalmente priva di minerali traccia. Per la salute dei batteri durante la fermentazione, è consigliabile aggiungere all’acqua d’osmosi un pizzico microscopico di polvere di roccia o di sale marino per fornire i micronutrienti minerali di cui i batteri hanno bisogno per strutturare i propri enzimi.
E questo articolo sui LAB (Bacilli lattici) nella coltivazione di cannabis termina qui, sperando l’articolo sia stato di vostra utilità nella vostra prossima coltivazione, ci vediamo al prossimo aggiornamento!
Un saluto dal Team di Annibale Seedshop!
Davide V, CEO, Founder & Geneticist






